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Nelle pagine di questo romanzo agiscono tanti personaggi, vecchi e giovani, principali e secondari, più uno: il paese. Il paese si trova nel centro Italia ed è pervaso da un'aura misteriosa che sembra echeggiare di via in via, di porta in porta. Il paese dice che sulle sue donne pende una maledizione che nemmeno un luminare americano è riuscito a sfatare: sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova e soltanto poche di loro riusciranno a mettere al mondo un figlio. Il paese dice anche che è meglio tenersi alla larga dalla grande casa che si affaccia su l'Eterna, la quercia che lo domina da chissà quanti secoli e sotto le cui fronde si sono compiuti chissà quali atti sacrileghi e violenti. E poi che chi abita nel Quarto Gliostro è matto e non deve mescolarsi con il resto del paese, soprattutto quando lo spirito malvagio del Vecchio Truce risale le fogne portando con sé il fetore dell'Odio e le strade si fanno buie, sinistre e pericolose.
In quest'atmosfera elettrica, carica di antichi e oscuri segreti, rivalità e rancori, nasce e cresce Alessandro Attilio, il narratore che accompagnerà il lettore sciogliendo e riannodando continuamente il filo dei ricordi. Alessandro Attilio ha due nomi, il primo usato da quelli dello Giostro come sua madre, il secondo dal resto del paese; ha due nonni tra cui corre un antico e irrisolvibile rancore, Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e reduce della campagna di Russia, e Bonifacio che, non credendo alle dicerie del paese, vive nella grande casa de l'Eterna; tre zii poco più grandi di lui, frutto di un miracoloso parto plurigemellare, e Zelda, la ragazza dei suoi sogni.
Sono gli anni Settanta e i giovani vogliono divertirsi, conquistare il mondo e baciarsi in pubblico, mentre i vecchi mugugnano e gridano allo scandalo. Toni vuole fare il ballerino, Virgilio il pittore e andare in un posto dove non ci siano da dipingere solo nature morte, Infinita parla pochissimo, è comparsa all'improvviso e assomiglia in maniera inquietante a quel volto di donna che campeggia su una delle pareti del bar della Luna Nuova e che a poco a poco va sbiadendosi. Dante e Adelchi, i più colti, risalgono le scale della storia per capire da dove nasca tutto quel mistero che aleggia nell'aria, tra il disprezzo per i medici gattopardi che da sempre spadroneggiano in paese, strane storie di eretici, alchimisti e streghe, e atipiche ricostruzioni della spedizione dei Mille che li porteranno fino in Indonesia.
Intanto il paese si fa sempre più vuoto, i tempi continuano a cambiare, le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un misterioso pianoforte che rimanda le note del Chiaro di Luna di Debussy. Rimarrà solo Alessandro Attilio a trascinarsi come un vecchio fantasma centenario, tra le strette vie del paese ormai in rovina.

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Camillo Carrea, è nato a Atessa, in provincia di Chieti, e vive da sempre a Colledimezzo, nella stessa provincia. Legge libri da sempre ed è innamorato di essi. Libri che ama: Farhenheit 451, Memorie di Adriano, Il medico di corte. I Buddenbrook. Scrittori che ama: Jorge Amado, Osvaldo Soriano, Borges e tutta la letteratura latino americana, Thomas Mann, Manuel Vazquez Montalbàn, Leonardo Sciascia, Wu Ming, Umberto Eco, John Fante. Studi: Istituto Magistrale. Allora leggeva Porci con le ali, Todo modo, Il nome della Rosa, al posto dei libri di Piaget e Montessori. Non ha mai creduto che fossero meno importanti di questi. Pubblicazioni di poesia e narrativa.


  • Titolo

    L'ultima luna


  • Edizioni

    Youcanprint


  • ISBN

    9788831656597